Evento “Mille voci contro la violenza”

Il 26 novembre ho partecipato all’evento “Mille voci contro la violenza”.

Evento reso possible grazie alla generosità del publico, esso ha messo in luce le mille forme che la violenza di genere assume.

La letteratura, l’arte e la musica cambiano il mondo: parole, note, forme e colori si trasformano in un messaggio che si fa interprete della volontà di raggiungere e coinvolgere tutti nella condanna della violenza contro le donne. Un evento corale che riunisce scrittori, poeti, giornalisti, editori, avvocati, cantanti, musicisti, artisti, attori, psicologi e testimoni diretti.

Uno dei miei racconti “Vademecum di quotidiana imbecillità (dalla nascita all’età adulta)” è stato selezionato per partecipare all’antologia i cui introiti hanno permesso l’affitto del Politeatro di Milano.

Questo breve testo è composto da una lista di espressioni che noi tutti utilizziamo e che, apparentemente innocue, accompagnano la vita di tutte le donne dalla nascita alla morte.

Espressioni molto spesso utilizzate da altre donne, sottendono una svalutazione della donna, un’aggressività velata di ironia.

Si tratta di scorciatoie linguistiche, subdole, quasi impercettibili. Esse sono parte integrante del linguaggio comune e, nell’atto stesso della loro pronuncia, sminuiscono il genere femminile.

Usate, abusate, introiettate, condizionano il comportamento femminile ma anche quello maschile.

  • Se la creatura che hai nella tua pancia è femmina, avrai i brufoli perché, si sa, le femmine rubano la bellezza.
  • Oh, ma che carina! Compriamole un vestitino rosa!
  • Amore di mamma, che regalo vuoi questo Natale? LEGO?! Ma no! È uscito il nuovo modello di Cicciobello piange-puzza! Guarda quant’è carino, ha anche il passeggino….

Sono convinta che per eradicare l’annosa questione della violenza contro le donne, si debba riflettere in primo luogo alla cosa più basilare: il linguaggio in cui ci esprimiamo. E questo vale tanto per le donne che per gli uomini.

Gli eventi come “Mille voci contro la violenza” accendono i proiettori, smuovono le coscienze, lasciano il segno. A noi, invece, spetta il doveroso compito di lottare contro la violenza tutti i giorni che si tratti di educare i propri figli, di parlare al telefono con il proprio compagno o guardare le foto Instagram con le amiche.

Se le parole nominano l’essere, facciamo in modo di cambiare le parole per cambiare l’essere.

Da sinistra: Emma Fenu, Serena Pontoriero, Katia Giammusso

Grazie a Donne che Emigrano all’estero ho potuto partecipare all’evento. Insieme alla frizzante Katia Giammusso, siamo salite sul palco e abbiamo cercato di trasmettere agli astanti la nostra unione contro la violenza di genere raccontando di come essa valichi tutti i confini, anche quelli nazionali. Entrambe espatriate ed entrambe portavoce di tutte le ragazze che partecipano come autrici al blog DCEE, abbiamo voluto dimostrare che una comunità basata sulla solidarietà fra donne, sulla sorellanza, è possibile.

Per concludere, ringrazio calorosamente la persona che reso possibile tutto questo, grazie alla sua infinita vitalità e alla sua passione virale, Emma Fenu.

Un ringraziamento speciale va anche a Marina Fichera per essersi occupata della logistica.

Un caro abbraccio a tutte le persone che sono intervenute nel corso del pomeriggio e che mi hanno fatto vivere un’esperienza indimenticabile : Cultura al FemminileParole ad hocEwwa, Scintille d’animaWomen in White di ComoLinearosa SPAZIODONNA di Salerno, SeNonOraQuando? di Torino, Medicamenta-lingua di donna e altre scritture, Donne che emigrano all’esteroGli scrittori della porta accanto

Per più d’informazioni cliccare qui : Mille voci contro la violenza