La danza del fumo

Uomo, sulla sessantina. Occhiali da vista spessi e gialli, di quelli che nascondono lo sguardo. Capelli bianchi e fini. La luce gialla del lampione l’illuminava di tre quarti. Nascosta nell’ombra, una sigaretta bruciava illuminandosi ora più forte ora meno forte, a intervalli regolari.
Alto e magro, la sua voce profonda era sorprendente. I piedi, come radici, sembravano assorbire il nero dell’asfalto e farlo uscire via le corde vocali. Uno di quegli uomini a tal punto fumatore che l’odore delle sigarette li identifica e ne crea qualcosa di piacevole.